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Cosa racconta quel Vangelo?

Cosa racconta quel Vangelo ?

 


Foto: 1)S.Apollinare Nuovo, particolare della processione dei SS.Martiri,2)S.Apollinare Nuovo, particolare della processione delle SS.Vergini,3)S.Vitale, la volta e l'arco del presbiterio,4)S.Apollinare in Classe, particolare mosaico abside, l'arcangelo S. Michele

 


Racconta che di Dio ci si può fidare perché la sua amicizia dura per sempre e del premio che tocca ai Santi che in quella proposta hanno creduto.

Sono quasi cento i Santi che i mosaici di Ravenna onorano senza sosta – chiesa per chiesa – col loro nome e cognome.

Una fitta schiera che a pronunciarla diventa litania e preghiera e resta impressa come esempio che ci sta sempre davanti.

Si dice sia stato lo stesso vescovo Apollinare ad iniziare questa pratica devota  portando a Ravenna, a rischio della vita,  le reliquie di Sant'Agata e di Santa Eufemia.

Due secoli dopo, al tempo della guerra greco-gotica, nel 541, per sconfiggere la peste che aveva colpito Giustiniano e, a Ravenna, Giuliano Argentario , vennero inviate le reliquie dei santi medici Cosma e Damiano e invocato S.Michele, l’arcangelo “soldato” in eterna lotta contro il maligno. 

 Sconfitti i Goti, furono i santi vescovi ravennati Severo e Apollinare a divenire oggetto di venerazione in vasti territori d’Europa.

Le ultime schiere degli “amici di Dio” sono i Santi e le Vergini fatti decorare in Sant'Apollinare Nuovo dal vescovo Agnello che ci ha tramandato  in tal modo il libro autentico delle venerazioni che il popolo cristiano di Ravenna aveva raccolto da ogni angolo della terra.

Non a caso furono San Martino, il “martello”  degli eretici e Santa Eufemia, la fiera testimone del Concilio di Calcedonia,  a guidare le processioni del dopo Teoderico e, accanto a loro , unico rivestito d’oro, quel San Lorenzo custode del tesoro della Chiesa,  che Galla Placidia aveva scelto quale modello e guida nella propria conduzione del potere imperiale.

Prof. Gianni Morelli


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